Un caffè zuccherato

E se potesse essere, non abbiamo bisogno che di pazienza per far rinascere ciò che è ormai sepolto dal terreno gravido di paure, timori, rancori. Io non so se questo sarà possibile, quando son con te lo vedo lontano, ma quando son da sola, ti vedo così vicino. Il parlare a vanvera non ha alcun senso, i silenzi sono quasi imbarazzanti, fare l’amore è l’unica cosa che ci riporta in vita. Chiedersi se si vuole davvero qualcuno, scoprirsi disperati senza lui, vederlo, guardarlo, toccarlo, baciarlo, sentirlo, giocando e scherzando, mangiare con lui, ridormire con lui, stare in silenzio con lui. Scoprirsi diversi, il presente non è che una proiezione del passato. Un fantasmagorico mare che ti inonda e ti lascia umido, va e viene, quando ne senti l’eco vuoi acchiapparlo e quando lo hai in pugno, scompare. Allora, io cosa sto rincorrendo? Un’emozione? Perché i silenzi non sono più carichi di armonia.

-“Signorina cosa le porto? Vuole un caffè?” -“Se mi concede, vorrei lei. Vorrei un bacio, appassionato, morbido, avido. Vorrei che mi si avvicinasse prendendomi la mano senza lasciarmela più. Vorrei che mi guardasse con quegli occhi vividi di amore, brillanti come due pietre preziose, far correre gli attimi e noi, rimanere sempre gli stessi, innamorati di qualcosa che si chiama amore. Venga la prego, mi stringa a sé, mi guardi e mi dica parole dolci. Mi dica che son l’unica e la più bella, guardandomi negli occhi.” -“Signorina.. caffè?” -“In una tazzina in vetro grazie. Mi porti poi tutto lo zucchero che ha in dispensa, un cucchiaino e un tovagliolo, possibilmente anche un bicchiere d’acqua.” -“Un secchio le va bene?” -“Ottimo direi, si assicuri solo che il caffè bruci molto, così da far sciogliere bene bene tutto lo zucchero. E mi porti anche un imbuto.” -“Lei è un angelo, le vado a preparare tutto, sappia che la amo, la amo tantissimo.” -“Quello zucchero sarebbe andato a male vero?” -“Signorina, mia moglie ha giurato di lasciarmi se fosse risuccesso, è la terza volta e qui non viene mai nessuno, se non fosse per lei, adesso… lo zucchero sarebbe stato la mia condanna, il mio aguzzino. Lei mi ha salvato.” -“Salvare lei ha salvato anche me. Adesso vada la prego.”

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